GIUSTIZIA

Roma, violenza sessuale in ospedale

Arrestato infermiere Un infermiere di 55 anni è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di aver violentato una studentessa tirocinante di 20 anni all’interno del Policlinico Umberto I di Roma. L’uomo, finito ai domiciliari, è accusato di violenza sessuale e lesioni personali aggravate. I fatti sono avvenuti lo scorso 26 ottobre in una stanza inutilizzata all’interno dell’ospedale dove, durante il turno serale, l’uomo avrebbe fatto entrare la giovane facendole credere che fosse quella di degenza di un paziente che necessitava di una terapia farmacologica ma, una volta all’interno, avrebbe chiuso la porta a chiave e avrebbe afferrato e bloccato la donna costringendola a subire atti sessuali.   La giovane, impaurita, temendo una possibile escalation di violenza, non è riuscita ad opporre resistenza ma, una volta uscita dalla stanza, con un escamotage, si è allontanata dall’uomo e, in stato di agitazione e di forte shock, tra le lacrime, ha raccontato ad un collega l’accaduto e richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Gli

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Reddito di libertà, alle donne vittime di violenza

Il 25 novembre si celebra la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite tramite risoluzione del 17 dicembre 1999. Un tema particolarmente delicato e di grande impatto sociale, specie per il nostro Paese, dove le statistiche parlano di una donna vittima di violenza ogni tre giorni. Violenza fisica, ma non solo, anche psicologica ed economica, in oltre la metà dei casi perpetrata da mariti e compagni, che quando non causa la morte, comunque obbliga molte delle vittime a vivere in condizione di dipendenza mentale e finanziaria. Proprio la complessità delle componenti implicate rende questa tipologia di violenza particolarmente subdola e insidiosa. Per questo le donne devono essere messe nelle condizioni non solo di denunciare le violenze di qualunque genere esse siano, ma anche essere tutelate da eventuali ritorsioni e sostenute concretamente in un percorso verso l’autonomia finanziaria, lavorativa e psicologica. Tra le diverse iniziative messe in campo dalle Istituzioni per

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Omicidi Roma, oggi convalida fermo per De Pau

E’ in corso l’udienza di convalida del fermo per Giandavide De Pau, accusato dell’omicidio delle tre donne uccise giovedì scorso nel quartiere Prati a Roma. L’interrogatorio davanti al gip si sta tenendo nel carcere di Regina Coeli dove da sabato scorso è detenuto il cinquantunenne in regime di grandissima sorveglianza. La procura di Roma contesta a De Pau, difeso dall’avvocato Alessandro De Federicis, il triplice omicidio aggravato delle due donne cinesi accoltellate a morte nell’appartamento al primo piano di via Riboty e della 65enne colombiana Marta Castano Torres, uccisa nel seminterrato di via Durazzo. “Probabilmente, dopo le sette ore di interrogatorio (di sabato ndr), oggi si avvarrà” della facoltà di non rispondere. “Il suo profilo psichiatrico andrà esaminato, non solo da me ma anche dalla procura. De Pau era libero perché non aveva titoli per essere detenuto, e nessuno, neanche gli psichiatri che lo avevano visitato, si erano accorti della sua pericolosità”, ha detto De Federicis arrivando nel carcere di

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WindTre, 5 milioni di multa da Antitrust

(Adnkronos) – Windtre nel mirino dell’Antitrust che ha comminato al gestore telefonico una sanzione di 5 milioni di euro per “aver attivato automaticamente ai propri clienti titolari di scheda Sim prepagata ‘voce e internet’ un servizio aggiuntivo a pagamento”. In particolare, si legge nel Bollettino Antitrust, Wind Tre ha aumentato di almeno 2 euro il costo mensile del piano tariffario degli utenti a fronte dell’offerta di Giga aggiuntivi (in quota variabile a seconda del piano tariffario di partenza) senza che questi abbiano espresso alcun preventivo consenso al riguardo. “La condotta adottata da Wind Tre è quella, dunque, di aver aumentato i Giga disponibili e il costo mensile del piano tariffario di alcuni clienti ‘mobili’ dandone comunicazione come se fosse una modifica contrattuale unilaterale e al contempo prevedendo, in aggiunta alla facoltà di recedere dal contratto/cambiare operatore contemplata dalla citata disposizione, anche la possibilità per l’utente di mantenere l’originaria offerta con modalità in opt-out, rifiutando la modifica tramite Sms”. Ma l’utente

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Turchia, condannato a 8.658 anni per abusi sessuali

Turchia, predicatore tv condannato a 8.658 anni per abusi sessuali (Adnkronos) – Il predicatore televisivo Adnan Oktar è stato condannato in Turchia a 8.658 anni di prigione per aggressioni sessuali e abusi su minori. Descritto come il leader di una setta, Oktar, che amava circondarsi di giovani donne che chiamava le sue ‘gattine’, possedeva una televisione, su cui trasmetteva i suoi sermoni religiosi, con i quali si opponeva in modo particolare all’evoluzionismo.   La condanna del tribunale di Istanbul arriva a conclusione di un nuovo processo, nei confronti di Oktar e centinaia di suoi seguaci, dopo che era stato annullato un primo processo in cui il predicatore era stato condannato a 1075 anni per una lunghissima lista di accuse che comprendono anche l’evasione fiscale, la partecipazione ad organizzazione criminale e la violazione della legge anti-terrorismo.   Al momento del suo arresto, nel 2018, Oktar aveva detto che le accuse contro di lui erano “bugie” e aveva puntato il dito contro

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Saman, trovati resti umani in casolare a Novellara

(Adnkronos) – I resti di un cadavere sono stati trovati sotterrati all’interno di un casolare abbandonato nelle campagne del comune di Novellara a poche centinaia di metri dalla casa dove viveva la famiglia di Saman Abbas. Il ritrovamento è avvenuto ieri sera al termine di un sopralluogo dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Reggio Emilia e della Compagnia di Guastalla, sotto il coordinamento della Procura di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Capo Calogero Gaetano Paci. L’area è stata interdetta dalle prime ore di questa mattina. I carabinieri di Reggio Emilia, sotto il costante coordinamento della locale Procura, con l’ausilio dei Carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche di Parma, stanno procedendo alle operazioni di recupero e repertamento. Sul posto anche i Vigili del Fuoco di Reggio Emilia.

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Arezzo, “la madre è una sola”

Tribunale respinge ricorso due donne Per l’anagrafe la mamma dei gemellini di Anghiari (Arezzo) resterà una sola, la donna che li ha partoriti. E’ stato respinto dalla sezione civile del Tribunale di Arezzo il ricorso della coppia che chiedeva il riconoscimento del rapporto di filiazione anche per l’altra donna, che si era sottoposta a inseminazione artificiale, praticata in Spagna, con successivo trasferimento e impianto degli ovociti sulla compagna.  Pur nella comprensione umana del caso e del “concreto rapporto genitoriale non solo intenzionale ed affettivo ma anche biologico tra i minori ed entrambe le ricorrenti”, scrivono i giudici di Arezzo, “l’esigenza di tutela dell’interesse dei minori, allo stato della legislazione vigente, non può legittimare il tribunale a sostituire le proprie valutazioni con quelle spettanti esclusivamente al legislatore”.  Per la sezione civile del Tribunale aretino, tutta formata da donne, c’è uno spazio vuoto da colmare a livello normativo che orienti le decisioni della magistratura rispetto a quanto di nuovo avviene nella società

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Processo volo MH17

Processo volo MH17, aereo fu abbattuto da missile Buk: condannati due russi e un ucraino Si è concluso con la condanna di tre dei quattro imputati in contumacia il processo in Olanda per l’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines nell’est dell’Ucraina nel luglio del 2014. Sono stati giudicati colpevoli dell’assassinio dei 298 fra passeggeri e membri dell’equipaggio a bordo dell’aereo i due russi Igor Girkin e Sergey Dubinsky e l’ucraino Leonid Kharchenko mentre il russo Oleg Pulatov è stato assolto.   L’inchiesta internazionale sulla tragedia aveva stabilito che l’aereo era stato abbattuto da un missile fornito da Mosca lanciato da un campo di Pervomaisk, allora controllato dalle milizie filorusse, una tesi accolta nel processo che si chiude oggi.   “La corte ritiene che il volo MH17 sia stato abbattuto in modo incontrovertibile dal lancio di un missile Buk da un campo vicino a Pervomaisk provocando la morte di tutti i 283 passeggeri e 15 membri dell’equipaggio”, ha dichiarato il

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Padova, accusato di 4 omicidi in Cina: arrestato

Ha ucciso una donna e, poi, una famiglia in Cina. La Squadra Mobile di Padova ha arrestato un 46enne cinese, ricercato a livello internazionale dalle autorità locali per diversi omicidi commessi nel suo Paese d’origine. Nel giugno 2001 una giovane coppia di cinesi e il loro figlio vennero uccisi a coltellate nella loro casa di Dengta, città di Liaoyang provincia di Lioning. Sul posto, e in particolare sul corpo della donna, gli inquirenti trovavano tracce di liquido seminale. A distanza di 8 anni, nel febbraio del 2009, il fatto fu collegato con un altro precedente omicidio, commesso nel 1996 nella città di Dalian ai danni di una donna. Attraverso la successiva comparazione del Dna, nel marzo del 2020 fu finalmente identificato l’autore degli omicidi, individuato proprio nel 46enne nei cui confronti venne a quel punto emesso dall’Ufficio di Sicurezza nazionale cinese un mandato di arresto per omicidio volontario, punito dal codice penale cinese con la pena di morte o dell’ergastolo.

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Schiaffi e calci a bambini di 4 anni

Una suora in carcere Schiaffi e tirate di capelli anche a bambini di 4 anni, ospiti di un istituto religioso ad Ischia. Una suora in carcere, altre 3 colpite da divieto di dimora in Campania: le 4 religiose sono gravemente indiziate, in concorso tra loro, di maltrattamenti nei confronti di minori, lesioni personali aggravate e violenza privata aggravata. I carabinieri in particolare hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura locale.   Il provvedimento nasce da indagini scattate a seguito di una segnalazione di maltrattamenti in danno di minori all’interno dell’Istituto religioso Santa Maria della Provvidenza, che si trova a Casamicciola Terme, nel quale sono ospitati minori in attesa di affidamento, adozione o in affido dopo provvedimenti giudiziari, nonché minori ospiti esterni sulla base del corrispettivo pagato privatamente dai genitori.  I carabinieri hanno avuto modo di visionare un filmato, girato da una minorenne ospite della struttura, nel

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Processo Grillo jr, domani udienza decisiva

Microfoni funzionanti, un proiettore nuovo, videowall su cui proiettare delle immagini e assistenza tecnica “necessaria per il buon funzionamento dell’udienza”. Questa volta, almeno sulla carta, al processo a Grillo junior e ai suoi tre amici, accusati di stupro di gruppo, tutto dovrebbe andare liscio. Dopo l’incidente di percorso della scorsa udienza, il 19 ottobre, quando i giudici del piccolo Tribunale di Tempio Pausania, in Sardegna, furono costretti a rinviare tutto a domani, perché mancavano i microfoni e al posto dello schermo c’erano dei fogli formato A4 appicciati alla meno peggio sul muro con lo scotch, sono arrivati microfoni nuovi e anche uno schermo dove potere proiettare i video. Assicurata dal Presidente del Tribunale Giuseppe Magliulo anche adeguata assistenza tecnica. Verranno così sentiti domani i testi che erano stati chiamati per la scorsa udienza, ma che sono stati costretti a tornare a casa dopo il rinvio ‘per motivi tecnici’.   Per domani, a partire da mezzogiorno, sono così attesi i due titolari,

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77 detenuti e 5 agenti suicidi da inizio anno

L’ultimo oggi ad Ariano Irpino Settantasette detenuti e cinque agenti di Polizia Penitenziaria si sono tolti la vita da inizio anno. Un numero mai tanto alto, che non si ferma e cresce. L’ultimo suicidio questa mattina, ad Ariano Irpino, in provincia di Avellino. “E’ una strage senza fine – commenta all’Adnkronos Aldo di Giacomo, segretario generale di S.Pp. Polizia Penitenziaria – Non è pensabile che in meno di un anno si siano uccise oltre ottanta persone, giovanissimi per lo più e con pene irrisorie. A suicidarsi sono quelli che in galera non ci devono stare, alcol o droga dipendenti, malati psichiatrici: insomma, i soggetti più fragili, gli stessi che creano disordini all’interno dell’istituto penitenziario”.   Ma come arginare una marea di eventi critici, suicidi in primis ma anche aggressioni, rivolte, che non pare arretrare? “La prima cosa che va fatta è costruire nuove carceri – spiega il sindacalista – evitare che in galera ci sia questa tipologia di detenuti per

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Prende la pensione del padre morto: condannata

Roma, prende la pensione del padre morto per oltre 113mila euro: condannata Aveva continuato a percepire per cinque anni la pensione del padre morto per un ammontare totale di oltre 113mila euro. Oggi per la donna, una quarantasettenne romana, è arrivata la condanna da parte del Tribunale di Roma. La donna, secondo l’accusa, oltre ad aver omesso di comunicare la morte del padre avvenuta nel 2012, avrebbe anche falsificato la sua firma per la richiesta di detrazione per i familiari a carico e presentato una richiesta di variazione dell’accredito della pensione.  Una condotta proseguita fino al 2017 e che ha portato il pm Mario Pesci a chiedere una condanna a due anni e due mesi. Questa mattina il giudice monocratico ha condannato la donna a una pena di un anno e undici mesi, con pena sospesa subordinata alla restituzione all’Inps, parte civile nel procedimento, della somma indebitamente percepita. (Adnkronos)

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Alessia Piperno libera

Le tappe dell’operazione politica E’ stato grazie a un’operazione politica molto complessa, a cui hanno preso parte più apparati dello Stato – a quanto apprende l’Adnkronos – che si è potuti arrivare a una conclusione positiva della vicenda di Alessia Piperno, la giovane romana arrestata a Teheran lo scorso 28 settembre e in arrivo in Italia dopo diverse settimane trascorse nel famigerato carcere di Evin.   Una complessità data innanzitutto dal particolare momento storico che sta vivendo la Repubblica islamica, scossa da proteste antigovernative con rari precedenti. Le autorità sono molte concentrate sul garantire la sicurezza nel Paese e c’è una chiara volontà di prendere di mira i cittadini stranieri per dimostrare che questa rivolta, scatenata dalla morte in custodia di Mahsa Amini, sia indotta dall’estero.   La situazione era oggettivamente difficile e, inoltre, non hanno aiutato le dichiarazioni sottoscritte dall’Italia in ambito G7 sulla condanna della repressione e in ambito Ue sulle sanzioni oltre alla religione professata dall’italiana.  Ciò

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Bari, violenze su detenuto: arrestati 3 agenti

Tre agenti della Polizia penitenziaria di Bari sono stati arrestati con l’accusa di tortura in concorso. Alle prime ore dell’alba personale della Sezione polizia giudiziaria ha dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misura cautelare agli arresti domiciliari, emessa il 4 novembre scorso dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della procura nei confronti di tre appartenenti al corpo della Polizia penitenziaria in servizio nella locale casa circondariale.. In esecuzione della stessa ordinanza è stata altresì anche eseguita la “sospensione temporanea” dall’ufficio di appartenente al corpo di Polizia penitenziaria nei confronti di sei assistenti, a tre dei quali è stato contestato il reato di tortura in concorso. L’indagine, che vede nel complesso 15 indagati, è stata avviata dopo una segnalazione della Direzione e del Comando della Polizia Penitenziaria di Bari su un evento del 27 aprile scorso. Secondo l’accusa, il personale destinatario delle misure, “in servizio presso le diverse sezioni del carcere, conseguentemente ad un intervento in una cella di

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Russia, Brittney Griner verso colonia penale

”Ogni minuto in cui Brittney Griner deve subire una detenzione illecita in Russia è un minuto di troppo”. Così la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre ha denunciato la detenzione dell’ex cestista americana e le notizia che potrebbe essere trasferita in una colonia penale, ribadendo ”l’impegno incrollabile” per il rilascio di Griner e di Paul Whelan. ”L’amministrazione Usa continua a lavorare instancabilmente per ottenere il suo rilascio”, ha aggiunto, spiegando che il presidente americano ha ordinato all’amministrazione di ”avere la meglio su suoi rapitori russi per migliorare e il suo trattamento e le condizioni che potrebbe essere costretta a sopportare in una colonia penale”. La portavoce della Casa Bianca ha ricordato che ”il governo degli Stati Uniti ha fatto un’offerta significativa ai russi per risolvere le attuali detenzioni inaccettabili e illecite di cittadini americani. Nelle settimane successive, nonostante la mancanza di negoziati in buona fede da parte dei russi, il governo degli Stati Uniti ha continuato a dare seguito a

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Pedofilia: Benedetto XVI testimonierà in processo

Il Papa emerito Benedetto XVI è disponibile a testimoniare in un possibile processo a Monaco di Baviera per abusi sessuali commessi da un sacerdote. Lo ha confermato una portavoce del tribunale all’agenzia stampa tedesca Dpa. Al centro del caso vi è un sospetto prete pedofilo, identificato come Peter H. La vicenda coinvolge l’arcidiocesi di Monaco e Freisig, Benedetto XVI che ne è è stato arcivescovo fra il 1977 e il 1982 e il suo successore, il cardinale Friedrich Wetter. La procura sta cercando di stabilire la colpevolezza del sacerdote ed eventuali responsabilità delle istituzioni religiose, nella vicenda di abusi di cui è stato vittima un bavarese che oggi ha 38 anni. Un rapporto sul sacerdote, diffuso in gennaio, riferisce anni di abusi. Invece di denunciare l’accaduto, l’arcidiocesi è accusata di aver trasferito il Peter H. in altre parrocchie, dove gli abusi si sono ripetuti. La disponibilità del Papa emerito, Joseph Ratzinger, permette di superare uno dei possibili ostacoli in un

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Quattro condanne a 14 anni per morte musicista

Il gup di Roma ha condannato a 14 anni ciascuno nel processo con rito abbreviato i quattro imputati responsabili del pestaggio avvenuto il 26 giugno del 2011 al rione Monti contro il musicista Alberto Bonanni, morto nel 2014 dopo 3 anni di coma. Il giudice ha accolto la richiesta del pm Silvia Sereni. Per i quattro, già condannati in via definitiva per tentato omicidio, dopo la morte di Bonanni la Procura di Roma ha riqualificato il fatto contestando l’accusa di omicidio volontario. I fatti erano avvenuti nella notte del 26 giugno del 2011, mentre Bonanni si trovava nella movida del quartiere Monti con alcuni suoi amici quando venne violentemente aggredito e pestato a calci e pugni, finendo in coma. “Nella drammaticità del fatto, per un omicidio avvenuto per futili motivi, rimane la soddisfazione che il giudice abbia aderito alla richiesta della Procura e della parte civile – ha commentato dopo la sentenza l’avvocato Gaetano Scalise, legale di parte civile insieme

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Unabomber, Zornitta: Scagionato dopo 5 anni…

 “Di quegli anni ricordo la paura, l’incubo, sempre lo stesso. Sognavo di restare intrappolato nel caos degli sguardi inquisitori, delle accuse infamanti, della menzogna, degli amici ormai di spalle. Nel baratro di un lavoro ottenuto con sacrificio e pazienza e perso in età ormai non più giovane. Sognavo, nell’angoscia della reputazione distrutta. Ho pensato al suicidio, certo, a un certo punto ho creduto che fosse quello l’unico modo di aprire gli occhi e svegliarmi in un’altra realtà, quella che mi era stata strappata via all’improvviso. Senza alcun motivo”. E’ il racconto che Elvo Zornitta, l’ingegnere ingiustamente accusato di essere l’Unabomber italiano, fa all’Adnkronos. Sessantacinque anni, cinque dei quali – dal 2004 al 2009 – vissuti ingiustamente da ‘Unambomber’, si è salvato grazie alla moglie e alla figlia che hanno sempre creduto in lui. Alla sua casa di Azzano Decimo, a Pordenone, non è mai andato nessuno a bussare, a chiedere scusa. Nemmeno Ezio Zernar, l’agente della Scientifica condannato in via

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Ceccanti: “Via ‘ordine pubblico’ da norma rave…”

“Non si sente alcun bisogno di una nuova norma contro i rave party perché è già sufficiente l’articolo 633 del codice penale”. Non ha dubbi il costituzionalista Stefano Ceccanti, professore ordinario di Diritto Pubblico Comparato presso l’Università di Roma “La Sapienza” ed ex senatore del Partito democratico, secondo cui il decreto-legge 162 del 2022 per quanto riguarda i rave party inserisce tra l’altro nel testo espressioni che potrebbero “consentire all’interpretazione margini eccessivi di intervento”. Due i termini contenuti nella nuova norma che secondo il giurista sono “assolutamente da evitare”: “‘Ordine pubblico’ ed il verbo ‘può”, nel punto del decreto in cui si legge “…..quando dallo stesso può derivare un pericolo per l’ordine pubblico o l’incolumita’ pubblica o la salute pubblica….”. “Vanno usate le parole utilizzate nella Costituzione, non quelle che sono state evitate”, spiega il giurista all’Adnkronos. Secondo Ceccanti, “l’espressione ‘può derivare un pericolo’ consente all’interpretazione margini eccessivi di intervento. Ed è assolutamente da evitare la dicitura ‘ordine pubblico’ che

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Giustizia, Nordio: “Stop automatismo su ergastolo ostativo”

(Adnkronos) – Sull’ergastolo ostativo “è stata accolta l’indicazione della Corte costituzionale”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in conferenza stampa dopo il Cdm. “Avevamo una indicazione da parte della Corte costituzionale, che si sarebbe pronunciata su alcune criticità di questa disciplina che riguardavano essenzialmente l’automatismo – ha spiegato -, cioè che per il semplice fatto di essere condannati per alcuni reati scattassero certi provvedimenti o limitazioni ai provvedimenti. Indicazione che è stata accolta e inserita nel decreto approvato. Non c’è più questo automatismo ma è devoluta al giudice tutta una serie di valutazioni”.  

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“Brava Meloni, contro mafia direzione giusta”

“Bisogna riconoscere al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, anche se è mio avversario politico, che sta dimostrando coerenza rispetto alla posizione della destra sulla certezza della pena, in particolare nei confronti dei mafiosi. La strada, ovviamente, è stretta, essendoci la pronuncia della Consulta, ma lo sforzo va apprezzato. Poi, certo, bisognerà vedere come verrà articolato tecnicamente il decreto”. Così all’Adnkronos l’ex pm antimafia Antonio Ingroia, presidente di ‘Azione civile’ e leader di ‘Italia sovrana e popolare’, in vista dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri di un decreto per confermare l’ergastolo ostativo. “Mi chiedo – aggiunge Ingroia – come riusciranno a mettersi d’accordo con le posizioni garantiste sia di Fi che dello stesso ministro Nordio, che a suo tempo aveva esternato in modo molto chiaro e netto per l’abolizione dell’ergastolo ostativo”. Per Ingroia, dunque, “il premier ha agito tempestivamente e nella giusta direzione, dunque da parte mia, e lo dico da ex magistrato ma anche nel mio ruolo politico, dico

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Oggi la sentenza del Maxiprocresso dei Nebrodi

E’ attesa per oggi pomeriggio al Tribunale di Patti (Messina) la sentenza del ‘Maxiprocesso della mafia dei Nebrodi’ che vede alla sbarra 101 imputati. Il collegio del Tribunale di Patti, presieduto da Ugo Scavuzzo con i giudici a latere Andrea La Spada ed Eleonora Vona, si sono ritirati dallo scorso 24 ottobre. Un processo che molti definiscono ‘storico’, il più importante nel messinese dai tempi di Mare Nostrum. Per i 101 imputati la Procura ha chiesto la condanne per quasi mille anni di carcere e 30 milioni di euro di confische. Alla sbarra la cosiddetta “Mafia dei pascoli” e quel sistema attraverso cui la criminalità drenava milioni di euro di contributi europei destinati ai terreni agricoli garantendosi linfa finanziaria. Un meccanismo i cui ingranaggi furono fermati dal protocollo di legalità Antoci. Era stato proprio l’ex Presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, a firmare il protocollo che ha di fatto danneggiato la ‘mafia dei pascoli’. Il “Protocollo Antoci” fu poi

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Costa: “No a stravolgimenti riforma Cartabia”

(Adnkronos) – “Se si tratta di un rinvio tecnico dell’entrata in vigore della riforma Cartabia, se si tratta di alcuni accorgimenti tecnici, di un brevissimo rinvio di due mesi, ci potrebbe anche stare. Ma non sia il pretesto per stravolgere l’impianto, allora la nostra posizione sarà ferma”. Così Enrico Costa di Azione all’Adnkronos sugli interventi in materia di giustizia all’odg del Cdm di domani. “Non vorrei che ci fosse qualcuno intenzionati a cambiare i connotati di una riforma che ha tanti punti qualificanti dai tempi delle indagini preliminari, il diritto all’oblio, la cancellazione dei tempi morti nelle indagini, le misure alternative alla detenzione e la norma fondamentale che non si manda a processo senza una ragionevole probabilità di condanna. Tutte misure importantissime”. Quanto all’ergastolo ostativo, Costa sottolinea come Fdi fu tra le forze politiche più contraria alle norma sostenuta dai 5 Stelle. “Vediamo quale sarà il testo. Ma quella norma venne bloccata al Senato e Fdi era contro. Basta andarsi

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“lunedì rinvio Cartabia e conferma ergastolo…”

Governo, fonti Chigi: “A Cdm lunedì rinvio Cartabia e conferma ergastolo ostativo”   (Adnkronos) – I primi due provvedimenti all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri, convocato per lunedì 31 ottobre, riguarderanno la giustizia. Al primo punto un decreto legge per mantenere il cosiddetto ‘ergastolo ostativo’, considerato dal governo Meloni uno strumento essenziale nel contrasto alla criminalità organizzata. Un provvedimento prioritario e diventato urgente alla luce dell’udienza della Corte Costituzionale fissata per l’8 novembre 2022. Si apprenda da fonti di palazzo Chigi.   Il testo in esame ricalca il disegno di legge n. 2574 già approvato nella passata legislatura dalla Camera dei Deputati e punta a evitare le scarcerazioni facili dei mafiosi, perché permette l’accesso ai benefici penitenziari al condannato che abbia dimostrato una condotta risarcitoria e la cessazione dei suoi collegamenti con la criminalità organizzata.  Sempre sul tema della giustizia, il Consiglio dei Ministri affronterà il rinvio al 30 dicembre 2022 dell’entrata in vigore di alcune disposizioni della ‘Riforma

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Carceri, Garante: “Numero suicidi mai così alto”

(Adnkronos) – Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale Mauro Palma esprime “grave preoccupazione per gli eventi di suicidio che continuano a verificarsi nelle carceri italiane. Non è solo il numero delle vite interrotte a destare allarme, mai così alto, con 72 decessi per suicidio in dieci mesi, di cui due nella giornata di ieri – si legge in una nota – ma anche il fatto che questi eventi spesso riguardano persone ristrette per reati di lieve entità e quindi con pene brevi o brevissime. Persone spesso fragili sulle quali il carcere può avere un impatto ancora più duro. Alla luce di tale situazione, il Garante nazionale ricorda di avere “salutato con particolare favore – sottolinea Palma – l’introduzione nella recente riforma della giustizia di sanzioni sostitutive alla detenzione in carcere per i reati minori. Riforma la cui entrata in vigore è prevista per il prossimo 1 novembre: questo – afferma – sarà il vero segnale

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Roma, 18enne travolto e ucciso.

La conducente: “Non ricordo momento incidente”   (Adnkronos) – Non ricorda il momento dell’incidente e come ha fatto a finire con l’auto sul marciapiede di via Cristoforo Colombo dove ha travolto e ucciso il diciottenne Francesco Valdiserri, che camminava sul marciapiede insieme a un amico rimasto illeso. Chiara Silvestri, la 23enne accusata di omicidio stradale aggravato dalla guida in stato di ebbrezza, è comparsa questa mattina davanti al gip di Roma che ha convalidato l’arresto confermando la misura dei domiciliari. Sottoposta agli esami di rito la ragazza, a cui in passato era stata sospesa la patente, era infatti risultata positiva all’alcoltest con un tasso pari a 1,57 g/l. La giovane, secondo quanto ha riferito il suo difensore l’avvocato Paolo Leoni al termine dell’udienza a piazzale Clodio, è ancora provata e sotto choc per quanto accaduto.   

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Governo, ministro della Giustizia: chi è Carlo Nordio

(Adnkronos) – Il suo nome era apparso nei giorni frenetici delle trattative tra i partiti per l’elezione del presidente della Repubblica, prima nella rosa dei papabili della coalizione di centrodestra, poi votato da Fratelli d’Italia come candidato ‘di bandiera’, contro la ricandidatura di Sergio Mattarella sostenuta dalla maggioranza di governo. Carlo Nordio, magistrato in pensione, eletto deputato nelle liste di FdI con un record di preferenze nel collegio uninominale di Treviso, è il nuovo ministro della Giustizia, indicato fin dall’inizio dalla premier Giorgia Meloni per una delle caselle fondamentali del governo. Nato a Treviso nel 1947, in magistratura dal 1977, ha trascorso la sua carriera in toga a Venezia. All’inizio ha condotto l’inchiesta sulle Brigate Rosse venete, su alcuni sequestri di persona, poi negli anni ’90 l’inchiesta sulle Coop rosse e il contrasto alla Tangentopoli veneta. Prima sostituto procuratore, nel 2009 è diventato aggiunto e nel 2017, anno in cui è andato in pensione, ha guidato la procura come facente

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Ansiolitico nella piccola Diana morta di stenti

La piccola Diana ha assunto delle gocce di ansiolitico ‘En’ (benzodiazepine) prima di essere trovata senza vita, il 20 luglio scorso, all’interno dell’abitazione in via Parea, periferia est di Milano, nella culletta, dove la madre Alessia Pifferi l’ha abbandonata “per sette giorni”. E’ quanto emerge dagli esiti preliminari eseguiti dai medici legali sul corpo della neonata di soli 18 mesi. Se le prime analisi del sangue avevano lasciato intendere che la sostanza contenuta nella boccetta fosse stata diluita nel biberon, il cui contenuto residuo è stato trovato accanto alla piccola, gli accertamenti sui capelli non lascerebbero dubbi consentendo anche di stabilirne la quantità e la data dell’assunzione. Dettagli che saranno scritti, nero su bianco, nella relazione conclusiva che sarà consegnata la prossima settimana al pm di Milano Francesco De Tommasi. Il nuovo elemento potrebbe aggravare la posizione della madre, accusata di omicidio aggravato ma che ha sempre negato di averle dato il farmaco, e che potrebbe aver inciso sulle cause

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Nordio: “Pronto a fare ministro Giustizia”

Governo, Nordio: “Pronto a fare ministro Giustizia, credo Berlusconi condivida mie idee” “Incontro lungo e molto cordiale, con lui ci siamo detti arrivederci, le conclusioni saranno tratte da tutti i leader, io sono pronto, perché fare il ministro sarebbe un onore per qualsiasi giurista”. Raggiunto dall’AdnKronos, Carlo Nordio, il nome in pole per il ministero della Giustizia risponde così a chi gli chiede del suo incontro di questa mattina a Villa Grande, con Silvio Berlusconi. L’incontro assicura è stato tutto sui temi della riforma della giustizia: “con una preoccupazione in testa, quella dell’efficienza del sistema giudiziario innanzi tutto – spiega – . Penso che le mie idee, espresse nei tanti volumi che ho scritto, siano condivise anche dal leader azzurro”. L’obiettivo, prima di tutto, se sarà lui a succedere al ministro Cartabia “è quello di processi più veloci, di poter evitare la giustizia ‘lenta’ che costa al paese il 2% del Pil”.   La Casellati ha appena detto che l’ultima

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No vax… denunciati chiedono di pagare a rate

Minelli: “No vax minacciano, poi se denunciati chiedono di pagare a rate” (Adnkronos) – “Una, due, tre… ma poi arriva un momento in cui la corda si spezza e, anche volendolo, non si può più fare finta di niente. In questi anni di pandemia, oltre alle difficoltà dell’emergenza, abbiamo dovuto affrontare anche insulti e minacce. Colpevoli di aver espresso un parere scientifico e dileggiati per questo su Facebook e altri canali: un fatto inaccettabile per chiunque. E così, dopo aver tentato di difendere la mia onorabilità, oggi vengo a conoscenza dei risultati delle azioni legali, a fronte dei quali il diffamatore di turno chiede di mediare o quanto meno di poter fruire di una qualche agevolazione nel pagamento del dovuto risarcimento. Sarebbe superfluo ogni commento a margine, tanto più se raffrontato alla gratuita cattiveria delle offese”. Così all’Adnkronos Salute l’immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud-Italia della Fondazione per la medicina personalizzata, tornando sulle minacce no-vax ricevute sui social.  

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Urbani, pm chiede due condanne a 21 e 14 anni

Due condanne a 21 e 14 anni sono state chieste dal pm Pietro Pollidori nel processo sulla morte di Maddalena Urbani, la figlia ventunenne del medico-eroe Carlo Urbani che per primo isolò il virus della Sars, deceduta per un’overdose di metadone il 27 marzo 2021, in un’abitazione in zona Cassia, nella capitale. La richiesta di pena più alta, a 21 anni di carcere, è stata per Abdulaziz Rajab, il pusher siriano, accusato di omicidio volontario con dolo eventuale. Per Kaoula El Haouzi, amica della vittima, accusata di concorso in omicidio, il pm ha chiesto invece 14 anni con il riconoscimento delle attenuanti generiche. “L’istruttoria dibattimentale ha dato conferma della scelta dell’imputazione”, ha detto nel corso della requisitoria il pubblico ministero che ha ripercorso i fatti, dall’arrivo di Maddalena da Perugia a Roma fino alla morte. Nel processo sono costituiti parte civile la madre e il fratello della vittima, rappresentati dall’avvocato Giorgio Beni. (Adnkronos)

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Ruby ter: “Da alcune olgettine volontà di ricatto”

Alcune delle ragazze che hanno partecipato alle serate di Arcore, quelle che per la stampa sono diventate le ‘olgettine’ avrebbero fatto pressione su Silvio Berlusconi per ottenere soldi e in questo senso l’ex premier può essere ritenuto vittima di un tentativo di estorsione. Lo sostiene il difensore del leader di Forza Italia ripercorrendo i messaggi di una chat tra alcune delle imputate – Polanco, Guerra, le gemelle De Vivo solo per fare alcuni nomi – in cui emerge la volontà di “andare ad Arcore per fare pressione e ottenere benefici”. Per il difensore, in quegli screenshot, “è emersa la volontà di ricattarlo, lo dice un ufficiale di polizia giudiziaria”. In questo senso, per la difesa non c’è nessuna violazione di un accordo corruttivo e Silvio Berlusconi “può essere individuato come parte offesa di un altro reato che non si è voluto perseguire”. E cita la posizione di Giovanna Rigato, imputata a Monza con l’accusa di tentata estorsione. Se la tesi

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Bimba morta di stenti, sopralluogo in casa.

Dal carcere la madre chiede foto di Diana   (Adnkronos) – Nuovi esami per capire altri dettagli sulla morte di Diana Pifferi, la piccola di 18 mesi per la cui morte (di stenti) è in carcere la madre Alessia. Il gip di Milano Fabrizio Filice ha accolto l’istanza in cui gli avvocati Solange Marchignoli e Luca D’Auria, chiedevano un ampiamento del quesito della perizia ad altri oggetti trovati accanto alla culla in cui la bimba è stata trovata senza vita il 21 luglio scorso, ma anche nell’appartamento di via Parea a Milano.   Periti del giudice e consulenti delle parti (per la difesa è stato nominato anche Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma) vaglieranno la ‘scena del delitto’ alla ricerca di altri oggetti utili, ma soprattutto dovranno analizzare ogni elemento già sequestrato – materasso e cuscino, il pannolino che indossava Diana, il biberon e una bottiglietta d’acqua – e svolgere tutti gli accertamenti tecnici “di natura biologica e

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In carcere a 85 anni, ha occupato una casa

(Adnkronos) – Da circa due settimane una donna di 85 anni è detenuta presso il carcere di San Vittore a Milano. Lo rende noto Antigone, precisando che “la sua condanna definitiva è di soli 8 mesi, scaturita dall’occupazione abusiva di un alloggio. Nonostante il reato non sia di grande pericolosità sociale e la pena comminata di brevissima durata, la donna è stata tuttavia condotta nel carcere del capoluogo lombardo. Ad aggravare la situazione il fatto che la signora non è autosufficiente, richiedendo perciò un’assistenza personale e una gestione sanitaria costante da parte di altre detenute e degli operatori. Fino ad oggi, nonostante i ripetuti solleciti dell’istituto e un’istanza di scarcerazione, la signora si trova ancora ristretta nell’istituto”. “La vicenda – sottolinea Valeria Verdolini, responsabile della sede lombarda di Antigone – investe due questioni: la sempre maggior frequenza con cui persone anche ultrasettantenni o ultraottantenni entrano in carcere, e la questione centrale della residenza, che impedisce una vera e propria presa

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Regime di semilibertà per Albertoni e Vanneschi

Caso Martina Rossi, regime di semilibertà per Albertoni e Vanneschi   (Adnkronos) – Il Tribunale di sorveglianza di Firenze ha disposto la detenzione in regime di semilibertà per Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, i due trentenni di Castiglion Fibocchi (Arezzo), condannati definitivamente dalla Cassazione a tre anni di reclusione per tentata violenza sessuale sulla studentessa genovese Martina Rossi. La ragazza morì all’età di 20 anni il 3 agosto 2011, precipitando dalla terrazza del sesto piano dell’hotel ‘Santa Ana’ a Palma di Maiorca mentre cercava di fuggire da un tentativo di stupro dei due giovani aretini che alloggiavano nello stesso albergo. La ragazza si trovava nella nota località turistica spagnola iin vacanza con delle amiche.  Nell’udienza davanti al Tribunale di sorveglianza, tenutasi il 29 settembre scorso, il procuratore generale aveva chiesto il rigetto delle misure alternative, mentre le difese di entrambi i condannati avevano chiesto la messa in prova ai servizi sociali.   Il Tribunale ha deciso per la detenzione in

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