Il Museo AMA intitolato ad Austacio Busto

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Il giorno 8 luglio, nella Sala Colafemmina, si è tenuta una conferenza stampa per l’Intitolazione del
nuovo Museo Archeologico di Acquaviva delle Fonti ad Austacio Busto, il compianto archeologo e
vice Sindaco di Acquaviva. Sono intervenuti Davide Carlucci, Sindaco di Acquaviva, Giovanna
Cacudi, soprintendente SABAP-Bari, Caterina Annese, funzionario archeologo SABAP-Bari, Ebe
Chiara Princigalli, funzionario archeologo SABAP-Bari, Francesca Pietroforte, rappresentante
del Consiglio Comunale di Acquaviva, Marco Bruno, Presidente dell’Archeoclub d’Italia di
Acquaviva, Francesco Ciriello, architetto.

“Austacio desiderava che si studiasse il nostro territorio dal punto di vista archeologico in quanto
Assessore e vice Sindaco, ci ha trasferito questo amore per l’archeologia che
vorremmo mantenere saldo”- ha detto il sindaco Davide Carlucci. “Ci piacerebbe omaggiare oltre che il museo, minimo che potremmo fare per lui, anche altre iniziative per la valorizzazione del territorio, come il Teatro Comunale, siamo stati la scorsa settimana presso l’Osservatorio Astronomico che lui ha
voluto mantenerlo in vita, era molto interessato a molte altre aree come quella di Baronaggio, dove è
presente una villa romana, poi altre aree come quella di Malano, il suo interesse per l’archeologia
era a tutto tondo, lo ha trasfuso nell’Archeoclub. Vorremmo con l’ausilio dell’Amministrazione
Comunale, che questa città proprio perché ha avuto una figura come Austacio che è stato
amministratore, fosse più aperta all’archeologia. In questi giorni si stanno rilevando delle scoperte
interessanti sul nostro territorio, perciò come voleva Austacio vorrei che questo luogo diventasse
studio per ragazzi di archeologia, abbiamo acquistato diversi libri e stiamo cercando che questa
realtà diventasse un luogo di studio e ricerca, proporremo di mettere a disposizione questo spazio
per altri studi”.


“Ci trova concordi e collaborativi con l’Amministrazione sotto ogni profilo, ringrazio il Sindaco che
ha accolto subito la volontà di acquisire la Mostra Didattica e Itinerante dell’Archeologia in
Cantiere della Terra di Bari, – Giovanna Cacudi – la figura di Austacio è stata di rilievo per il
territorio, per l’apporto dato come professionista per l’incremento della conoscenza e tante attività.
Questa mostra è il frutto del tema della Tutela Archeologica del Territorio, la Soprintendenza vede i
ritrovamenti che sono avvenuti l’altro ieri, fa parte di quest’attività della sorveglianza dei cantieri,
nell’ambito svolto da altra amministrazione come l’Acquedotto, svolge l’attività per tutelare il
Patrimonio Mobile e Immobile sia conosciuto che sommerso. L’archeologia preventiva è finalizzata
a valutare il rischio potenziale di un’area e valutare eventuali problemi con autorizzazione di
progetti vari. Abbiamo voluto mettere in evidenza con questi pannelli l’attività nell’ultimo triennio
prendendo per esempio i vari luoghi della Città Metropolitana di Bari, ma anche dal punto di vista
cronologico perché coprono un arco temporale che va dal Tardo Medioevo ai tempi più recenti, per
quanto riguarda Acquaviva sono state illustrate le indagini archeologiche per Piazza dei Martiri
1799, il nostro scopo con questa mostra è di avvicinare la comunità alla tutela archeologica e valore
identitario”
“Le indagini di Acquaviva sono molti recenti, dal 2000 al 2016, in parte seguite dal Dott. Busto,
devo ringraziare per questo i nostri collaboratori come il geometra Pepe e la Dott.ssa Lamanna, Caterina Annese -, la scelta era legata ad un’esigenza archeologica in ambito urbano legato al
Palazzo dei Mari e rappresentare vari interventi succeduti negli anni e avevano lasciato delle
evidenze a vista per il quale l’Amministrazione sollecitava tecniche di valorizzazione e ad esiti
nuovi di scavo, tramite pannelli, sostegni informativi, digitali e probabilmente verranno fuori nel corso di indagini più recenti, la scelta era legata anche nella volontà di ringraziare l’archeologo che
si era occupato con il quale ho collaborato negli studi universitari, le indagini si sono succedute nei
primi 15 anni del 2000 e hanno portato alla luce una serie di strutture di qualificazione legato al
castello, tutte poste antecedentemente al 16 secolo, si tratta di strutture di vario tipo come muro a
scarpa, torre angolare, per il quale dovrebbero rientrare nel progetto di valorizzazione, in cui molti
punti sono oscuri”
“In queste ore, proprio ad Acquaviva sono state rinvenute delle strutture archeologiche, che molto
probabilmente si riconnettono perfettamente con le strutture degli scavi condotti negli anni 2000
condotti dal Dott. Busto, – Chiara Ebe Princigalli -, quindi è un momento di rinnovamento, questi
piccolissimi interventi hanno l’opportunità di arricchire enormemente la storia urbana. Ad
Acquaviva, siamo assistendo a questo susseguirsi di eventi, speriamo di riuscire ad accordarci
linearmente e idealmente alle esperienze recentemente condotte da colleghi che non ci sono più,
oggi vi possiamo raccontare pochissimo ma spero che tra qualche mese avremmo le idee molto più
chiare e vi racconteremo molto di più di questa città”.


“Sono molto emozionata di essere qui presente in occasione dell’Intitolazione del Museo
Archeologico ad Austacio Busto per tante ragioni, -Francesca Pietroforte -, lui è stato al mio
fianco per la relazione del progetto, anche nella battaglia politica che abbiamo dovuto compiere per
ottenere il finanziamento, se abbiamo potuto accedere ai finanziamenti regionali, proprio perché
Austacio aveva costituito una Mostra Archeologia Permanente che ci ha permesso di approvare un
regolamento che il bando ci richiedeva di avere un Museo Archeologico, questa è una piccola
traccia del suo lavoro che ha lasciato alla comunità, anche l’Archeoclub, un’associazione che ha
fondato, Austacio credeva nella valorizzazione dei luoghi della cultura, si è pensato ai laboratori per
giovani e ragazzi. Mi faceva conoscere dei luoghi inediti, oppure una chiesetta diventata una villa
che andava a fotografare, consapevole che la storia appartenesse alla nostra identità, per lui la
cultura era la forza della comunità, spero che ci sia una targa come simbolo di riconoscenza,
abbiamo una rete di luoghi della cultura che si sta sviluppando per creare una sinergia tra siti,
pinacoteche, mentre nei 5 anni precedenti abbiamo puntato sul recupero, ora punteremo sulla
valorizzazione”.


“Riguardo al discorso dell’attività e del superamento delle barriere architettoniche, abbiamo già
organizzato a fare questo, attraverso supporti dei reperti mobiliari di Curtomartino dalle immagini
studiate dalla Dott.ssa Princigalli, – Marco Bruno -, che abbiamo riprodotto con la tecnologia in
questo laboratorio in 3D con Francesco Ciriello, architetto che ha ripreso le immagini e fatto la
forma, per superare le barriere da una posizione di contatto con questi oggetti e cercheremo di
riperdere questo lavoro su reperti perché è utile sostenere il museo con il merchandising con la
vendita degli oggetti”.
“L’idea che ci ha mosso è stato di unire il passato con le nuove tecnologie del futuro, anche un
centro innovativo che ha mostrato molto interesse tra i giovani, – Francesco Ciriello -, combinare
le visite alla parte archeologica e tecnologica dove si possono trovare reperti o dalle costruzioni il
tutto grazie alla tecnologia 3D del laboratorio, con stampa, scansione modellazione 3D, tante altre
attività tra cui di dare la possibilità ai visitatori di scoprire i reperti con il tatto, non solo con la vista
ma anche in 3D”.

ANTONIO SABINI