Ucraina, Kiev: “Morti 35.450 soldati Russia”

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Ammonterebbero a 35.450 le perdite fra le fila russe dal giorno dell’attacco della Russia all’Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente.

Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 35.450 uomini, 1572 carri armati, 3720 mezzi corazzati, 781 sistemi d’artiglieria, 246 lanciarazzi multipli, 103 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 217 aerei, 185 elicotteri, 2598 autoveicoli, 14 unità navali e 640 droni.

Ucraina, nuovi raid e missili Russia: vittime

Almeno 20 persone sono state uccise e 59 ferite a seguito dell’attacco di lunedì al centro commerciale di Kremenchuk, in Ucraina. “Volevano uccidere quante più persone possibile in una città pacifica, in un normale centro commerciale”, ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video postato su Twitter.

La Russia continua a lanciare missili. Tre persone sono rimaste uccise e 5 ferite a seguito di un raid russo che stamattina ha colpito un grattacielo a Nikolaev. Lo ha detto il presidente dell’amministrazione statale regionale di Nikolaevshchina Vitaly Kim.

Il sindaco di Nikolaev Alexander Senkevich ha chiesto ai suoi concittadini di rimanere nei rifugi e di non uscire fino alla fine dell’allerta aerea, e di non pubblicare foto dai luoghi dei bombardamenti.

Ucraina, Kherson prepara referendum su adesione a Russia

L’amministrazione filo russa insediata a fine aprile dai militari di Mosca nella regione ucraina occupata di Kherson ha iniziato a preparare il referendum sull’adesione alla Federazione russa, ha reso noto Kirill Stremousov, numero due del nuovo governo regionale, in un video pubblicato su Instagram in cui tuttavia non precisa alcuna data.

“Il referendum per l’adesione si farà. La regione di Kherson deciderà di aderire alla Federazione russa, di diventare una entità della Federazione a pieno titolo”, ha affermato Stremousov.

La regione di Kherson, la prima a essere occupata dalle forze russe dopo l’inizio dell’invasione, confina con la Crimea ed è uno snodo cruciale per collegare la Penisola sul Mar Nero con il Donbass. (segue)

Le forze filo russe ieri avevano annunciato l’arresto del sindaco eletto di Kherson Ihor Kolykhaiev, alcune ore dopo che la sua collaboratrice Halyna Lyashevska aveva denunciato che era stato “rapito”. Al posto di Kolykhaiev, a fine aprile i militari avevano imposto il filorusso, ex agente del Kgb e poi, fino al 2010, dell’Sbu, Oleksandr Kobets, come nuovo sindaco.

Ucraina, Johnson: “Se Putin fosse stato una donna non avrebbe fatto questa guerra”

“Se Putin fosse stato una donna, cosa che ovviamente non è, non penso proprio che si sarebbe imbarcato in questa pazza e machista guerra di invasione e violenza”. Lo ha detto all’emittente tedesca Zdf il premier britannico Boris Johnson dopo il G7 in Baviera, aggiungendo che se da una parte i leader che hanno partecipato al vertice vogliono “disperatamente” la pace, al momento “non esiste possibilità di accordo”.

“Putin – ha spiegato – non sta facendo alcuna offerta per un accordo e allo stesso tempo Zelensky, da parte sua, non può farne una”.

“Se cercate un esempio perfetto di maschilismo tossico, lo potete trovare guardando cosa Putin sta facendo in Ucraina”, ha detto ancora Johnson, sottolineando che “nelle posizioni di potere c’è bisogno di una maggiore presenza femminile”.

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