Nato: ok a ingresso di Svezia e Finlandia

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Il vertice Nato di Madrid si è aperto con il via libera allo storico ingresso dei due Paesi scandinavi nell’Alleanza Atlantica dopo che la Turchia ha ritirato il suo veto. Sempre ieri si è chiuso l’incontro del G7 in Germania, dove i leader hanno promesso nuove sanzioni a Mosca e un impegno senza temine a sostegno dell’Ucraina. Intanto sul terreno è salito a 20 il bilancio dei morti dell’attacco missilistico contro.

Sono giornate molto intese sul fronte diplomatico per l’orizzonte della guerra in Ucraina. I leader del G7 hanno chiuso il vertice di Elmau, in Germania, e si sono detti uniti nel sostenere il governo e il popolo ucraino, promettendo costi economici severi e immediati contro Mosca. “Siamo d’accordo sul fatto che Putin non deve vincere questa guerra”, ha detto il cancelliere tedesco, Olaf Scholz. I capi di Stato e di governo hanno riaffermato l’impegno a eliminare gradualmente la dipendenza dei sette Paesi dall’energia russa e hanno rinnovato la richiesta di sbloccare il grano ucraino.

Più truppe Usa in Est Europa

I leader del G7 si sono poi spostati, nella serata di martedì, a Madrid per il vertice Nato che durerà fino a domani e che si è aperto con l’annuncio della caduta del veto della Turchia sull’ingresso di Finlandia e Svezia. I tre Paesi hanno firmato un memorandum d’intesa e la presidenza turca riferisce di aver ottenuto la “piena cooperazione” da Helsinki e Stoccolma contro il PKK e i suoi alleati. Il presidente Usa definisce storico questo summit Nato e porta in dote il rafforzamento della presenza di truppe Usa nell’Europa dell’Est. Gli effettivi americani saranno 260mila sui 300mila totali che la Nato vuole dispiegare nei Paesi baltici e balcanici.

2800 missili sull’Ucraina

Intanto il presidente Ucraino Zelensky ha partecipato in videoconferenza al Consiglio di sicurezza dell’Onu e ha chiesto l’espulsione della Russia dall’organismo oltre a un’indagine sull’attacco missilistico a Kremenchuk. Nel suo consueto video messaggio serale ha poi riferito che finora sono caduti oltre 2800 missili sulle città ucraine. Uno solo poche ore fa a Mykolaiv ha provocato due morti e tre feriti mentre si rafforzano le posizioni russe nel Donbass. Da Mosca arriva invece un’altra versione della strage a Kremenchuk. Secondo il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov il centro commerciale “ha preso fuoco a causa dell’esplosione di munizioni che si trovavano all’interno di un magazzino nelle vicinanze colpito dalle forze russe”. Lavrov è tornato anche sull’invio di armi a Kiev dicendo che “più armi gli occidentali inviano in Ucraina, più durerà il conflitto e continuerà l’agonia” del governo di Kiev.  “La linea seguita dall’Occidente è assolutamente controproducente”, ha aggiunto Lavrov, citato dall’agenzia Interfax.

Marco Guerra – Città del Vaticano