USA: Primo ok del Senato alla stretta sulle armi

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Con 64 voti favorevoli e 34 contrari, primo via libera dal Senato Usa alla proposta di legge bipartisan per una stretta sulle armi, dopo le stragi di Uvalde e Buffalo. I promotori del testo sperano nell’approvazione definitiva entro la fine di questa settimana per poi trasmettere il provvedimento alla Camera.

Con un primo voto procedurale la proposta di legge bipartisan per una stretta sull’uso delle armi da fuoco ha ricevuto l’ok del Senato. Già sabato potrebbe già arrivare il voto definitivo che consentirebbe il passaggio alla Camera. 

La riforma più significativa dal 1994

Il testo, composto di 80 pagine, è frutto di una mediazione tra tra democratici e repubblicani e prevede un rafforzamento dei controlli sui precedenti penali per gli acquirenti under 21, 11 miliardi di dollari di finanziamenti per la salute mentale e 2 miliardi per i programmi di sicurezza nelle scuole. Il piano mette in campo anche finanziamenti per incentivare gli Stati a implementare le red flag laws, leggi che consentono di togliere le armi da fuoco alle persone considerate una minaccia per sé o per gli altri. Divieto all’uso di armi anche per i partner coinvolti in abusi domestici. 

La National Rifle Association, organizzazione americana che agisce in favore dei detentori delle armi, annuncia battaglia a quella che si presenta come la più significativa riforma in materia degli ultimi trent’anni: “ci opporremo a questa legislazione sul controllo delle armi perchè non è all’altezza di tutti i livelli si legge in un comunicato. 

Sindaco: scuola Uvalde sarà demolita 

Delle ultime ore l’annuncio dell’imminente demolizione della Robb Elementary School di Uvalde in Texas, dove il 24 maggio scorso un giovane ha ucciso 2 insegnanti e 19 alunni. A darlo il sindaco Don McLaughlin durante un teso consiglio comunale con i cittadini che chiedevano risposte dopo il massacro. McLaughlin non ha precisato quando l’edificio verrà raso al suolo, ipotesi evocata dal presidente Biden durante la sua visita al luogo della tragedia. “Non si può chiedere ad un bambino o ad un insegnante – ha detto il primo cittadino – di tornare in quella scuola”. Una simile decisione era stata presa per la Sandy Hook Elementary School di Newtown, in Connecticut, distrutta dopo il massacro del 2012 con 20 studenti e sei adulti uccisi. Successivamente nella stessa area è stata costruita una nuova scuola.

Paolo Ondarza – Città del Vaticano