Dalle ceramiche magnogreche al contemporaneo

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ECCO LE NUOVE GALLERIE D’ITALIA A NAPOLI

Al primo piano delle nuove Gallerie d’Italia di via Toledo 177, a Napoli, il Martirio di sant’Orsola di Caravaggio, capolavoro assoluto delle collezioni Intesa Sanpaolo, ricorda l’ultimo tocco sulla tela del maestro a poche settimane dalla morte.
Accanto a questo straordinario dipinto, le opere di Artemisia Gentileschi, Luca Giordano, Gaspar van Wittel, Anton Smink Pitloo, Giacinto Gigante, Domenico Morelli e una raccolta di disegni e sculture di Vincenzo Gemito corrono al primo piano della storica sede del Banco di Napoli, che da qualche giorno si mostra al pubblico in una nuova veste.

Le opere della collezione permanente, prima accolte a Palazzo Zevallos, sfilano adesso lungo tre itinerari tematici all’interno di uno spazio espositivo distribuito su cinque piani, triplicato rispetto al precedente. Nel monumentale edificio dell’ex Banco di Napoli progettato dall’architetto Marcello Piacentini, Intesa Sanpaolo presenta le sue “Gallerie d’Italia – Napoli”, diecimila metri quadri frutto di una riqualificazione architettonica di grande impatto realizzata da Michele De Lucchi – AMDL Circle, che attualizza l’edificio senza snaturarne il pregio storico, rendendo gli spazi fruibili secondo i moderni i criteri museologici e museografici.

Michelangelo Merisi (Caravaggio), Il martirio di sant’Orsola, 1610, olio su tela, 140.5 x 170.5, Napoli, Gallerie d’Italia | Courtesy Intesa Sanpaolo

Il primo piano il museo, che apre i battenti a pochi giorni dall’inaugurazione della nuova sede di Torino, accoglierà, nella sezione curata da Fernando Mazzocca, una selezione di dipinti e sculture di ambito napoletano e meridionale dagli inizi del XVII ai primi decenni del XX secolo, a partire dal Martirio di sant’Orsola, per suggerire poi nuovi itinerari dedicati alle ceramiche attiche e magnogreche e all’arte moderna e contemporanea.
Si tratta della raccolta già esposta presso Palazzo Zevallos Stigliano, integrata e ampliata da significativi capolavori, alcuni di recente riscoperta.
Il secondo piano srotola invece due itinerari dedicati alle ceramiche attiche e magnogreche e alle opere dalle collezioni di arte moderna e contemporanea. Il primo percorso, curato da Fabrizio Paolucci, presenta per la prima volta al pubblico nella sua interezza la storica Collezione Caputi appartenente a Intesa Sanpaolo, uno scrigno di oltre 500 vasi e reperti realizzati ad Atene, in Apulia e in Lucania tra il V e il III secolo a.C. Si tratta di testimonianze provenienti da Ruvo di Puglia, centro nella provincia di Bari che rivestì in Magna Grecia un importante ruolo politico, economico e culturale.

Cratere a volute apulo a figure rosse, Pittore di Licurgo, 360 – 350 a.C lato A: Apoteosi di Eracle, Collezione Intesa Sanpaolo , Gallerie d’Italia – Napoli | Courtesy Intesa Sanpaolo

Sempre sullo stesso piano si snoda il secondo itinerario, in un’infilata di sale che abbraccia una selezione di opere dalla collezione d’arte del XX e XXI secolo di Intesa Sanpaolo curata da Luca Massimo Barbero. Un avvincente percorso attraverso dialoghi cronologici, che dal dopoguerra arrivano fino al contemporaneo, racchiude lavori di Lucio Fontana, Alberto Burri, Piero Manzoni, Enrico Castellani, Mario Schifano, Giulio Paolini, Emilio Vedova, Gerhard Richter, Jannis Kounellis.

Le Gallerie d’Italia a Napoli | Courtesy Intesa Sanpaolo

Cuore pulsante dell’edificio – che attraverso il monumentale atrio d’ingresso stabilisce una stretta connessione con la città – sarà il grande salone al piano terra destinato ad ospitare mostre temporanee e iniziative culturali.

Da via Toledo si potrà accedere liberamente alla caffetteria-bistrot (di prossima apertura) e al bookshop. La direzione del museo – che si arricchisce di tre aule didattiche e di una nuova biblioteca con una raccolta di volumi del patrimonio librario di Intesa Sanpaolo, collegata al Servizio Bibliotecario Nazionale – rimane affidata a Michele Coppola, executive director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e direttore delle Gallerie d’Italia, affiancato dal vice direttore Antonio Ernesto Denunzio.

Artemisia Gentileschi, Sansone e Dalila, 1630 ca, Napoli, Collezione Intesa Sanpaolo, Gallerie d’Italia – Napoli | Courtesy Intesa Sanpaolo

Il primo appuntamento espositivo a trainare l’agenda di grandi mostre presso le Gallerie d’Italia di Napoli è l’esposizione temporanea che chiude la XIX edizione di Restituzioni, il programma biennale di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico nazionale che Intesa Sanpaolo conduce da oltre trent’anni in collaborazione con il Ministero della Cultura. A stupire i visitatori sono le opere del patrimonio pubblico restaurate nel triennio scorso grazie a Intesa Sanpaolo, appartenenti a siti archeologici, musei, luoghi di culto da tutta Italia.

Il nuovo museo di via Toledo è aperto da martedì a venerdì dalle 10 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 20. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.

Le Gallerie d’Italia a Napoli | Courtesy Intesa Sanpaolo