Ucraina, missili su Odessa

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Il comando operativo meridionale ucraino rende noto che sette missili russi sono stati lanciati contro Odessa la notte scorsa, provocando almeno un morto e cinque feriti. Lo riporta il Kyiv Independent. Il bombardamento ha colpito un centro commerciale. Mentre il portavoce dell’amministrazione militare della regione di Odessa,Sergey Bratchuk, ha riferito che tre missili Kinzhal, i nuovi missili ipersonici russi, hanno colpito “un obiettivo dell’infrastruttura turistica” della città, provocando almeno due feriti, riporta la Cnn.

Oggi il presidente del Consiglio Mario Draghi incontrerà il presidente degli Usa Joe Biden. I due leader discuteranno di una “serie di questioni” incluso di come “continuare a imporre sanzioni paralizzanti” a Putin e alla leadership russa e di come “continuare a sostenere gli ucraini nella loro coraggiosa lotta contro i russi”. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, nel corso del briefing con la stampa. Draghi e Biden, ha aggiunto alla vigilia del faccia a faccia, parleranno anche della “stretta cooperazione” tra i due Paesi, del tema della sicurezza energetica europea e della lotta ai cambiamenti climatici.

Mariupol, nuovi bombardamenti su Azovstal. Sirene di allarme a Kiev

La Russia ha ripreso i bombardamenti nell’area dell’acciaieria Azovstal di Mariupol. Lo fa sapere il canale ucraino Ukraine Now, citando lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine. Secondo il sito di notizie, le ostilità continuano a Rubizhne, nella regione di Luhansk.

A Kiev tornano a suonare le sirene dell’allarme aereo, ha riferito l’inviato di Sky News nella capitale ucraina.

E “in serata il nemico ha sparato sulla regione di Odessa” riporta Ukraine Now, citando il portavoce dell’Ova, (l’amministrazione regionale), Serhiy Bratchuk.

Oggi a Odessa l’incontro tra il primo ministro ucraino, Denis Shmygal, e il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, “è stato interrotto dall’allerta per il raid aereo e dai missili lanciati dall’aggressore vicino a Odessa. Abbiamo utilizzato ogni minuto nel rifugio per affrontare azioni congiunte: come fermare la Russia e ricostruire l’Ucraina. Grato per la visita di un vero amico dell’Ucraina”, ha twittato Shmygal che ha pubblicato una foto che lo ritrae in un rifugio insieme al presidente del Consiglio Europeo.

Parata russa, da Putin no escalation per non dare assist agli Usa e alla Nato

Nessuna escalation “per non dare un assist agli Stati Uniti e alla Nato”, che avrebbero potuto cogliere il pretesto per incrementare gli aiuti militari all’Ucraina. Analisti a Mosca inquadrano così il discorso, breve, di Vladimir Putin alla Parata della Vittoria, che, dopo gli ‘allarmi’ dei giorni scorsi su possibili annunci di guerra totale a Kiev o di mobilitazione generale, era già stato ‘depotenziato’ alla vigilia.

Sia in Russia, dove lo stesso portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva definito “un nonsenso” le voci sugli annunci, sia in Ucraina, dove la convinzione era che il presidente russo non avrebbe potuto rivendicare alcunché, essendo “il bottino ben al di sotto delle previsioni”, come sottolineato all’Adnkronos da fonti a Kiev.

“Quale sarebbe stato il vantaggio per Putin di annunciare un’escalation? – si chiedono gli analisti -. Piuttosto questa avrebbe fornito un pretesto per gli americani e per gli alleati della Nato per incrementare ulteriormente il loro aiuto all’Ucraina. Il presidente non ha voluto fornire questo assist”.

Chi si aspettava che il presidente russo avrebbe fornito qualche indicazione sulla direzione della guerra è rimasto ‘deluso’. Putin “si vuole tenere aperte tutte le opzioni, perché prima o poi dovrà dire di aver raggiunto gli obiettivi, ma dal suo punto di vista non c’è alcun vantaggio nello specificarli in dettaglio”, si osserva.

Ma d’altro canto la situazione sul terreno è quella che è: venti giorni dopo l’annuncio dell’avvio della seconda fase dell”operazione militare speciale’, con l’offensiva russa spostata nel Donbass, Mosca non può rivendicare neanche ancora la caduta di Mariupol, sotto assedio da oltre due mesi.

Non c’è escalation, ma neanche de-escalation, “è stallo”, sottolineano gli analisti. Che parlano di “stallo” anche nel contesto interno russo, dove ci sono “scontento e perplessità” per l’andamento della guerra e per l’effetto delle sanzioni, che per ora si fa sentire solo sugli oligarchi, scontento e perplessità che per il momento non si trasformano in “scricchiolii” tali da far pensare a malumori più forti.

Ucraina, Pentagono: “Nazisti? Parole Putin ridicole”

“Chi c’è in Ucraina? Gli ucraini, non i nazisti. Si tratta di un’affermazione ridicola”. Lo ha dichiarato in un punto stampa il portavoce del Pentagono, John Kirby, definendo “ridicolo” quanto dichiarato dal presidente russo Vladimir Putin in occasione della Giornata della Vittoria.

Lo stesso ha, poi, dichiarato che ci sono “indicazioni” di ucraini trasferiti in Russia contro la loro volontà. Azioni che, definisce, “immorali”.

Adnkronos

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