Morti 26.000 soldati russi

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Distrutti 1170 tank

Ammonterebbero a 26.000 le perdite fra le fila russe dal giorno dell’attacco di Mosca all’Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente.  

Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 26.000 uomini, 1170 carri armati, 2808 mezzi corazzati, 519 sistemi d’artiglieria, 185 lanciarazzi multipli, 87 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 199 aerei, 158 elicotteri, 1980 autoveicoli, 12 unità navali e 380 droni.  

Ucraina, Onu conferma morte di almeno 3.381 civili

L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha confermato la morte di 3.381 civili e il ferimento di 3.680 nella guerra su vasta scala della Russia contro l’Ucraina iniziata lo scorso 24 febbraio. Tuttavia, l’organizzazione sottolinea che i numeri reali sono molto più alti, “perché le informazioni provenienti da alcuni luoghi dove si stanno svolgendo intense ostilità sono ritardate e molte notizie di vittime civili devono ancora essere confermate. Ciò vale, ad esempio, per gli insediamenti di Mariupol (Oblast’ di Donetsk), Izyum (Oblast’ di Kharkiv) e Popasna (Oblast’ di Luhansk), dove ci sarebbero stati numerosi morti e feriti tra i civili”. 

L’Onu ha aggiunto che la maggior parte delle vittime civili sono state causate da bombardamenti di artiglieria pesante e lanciarazzi multipli, nonché missili e attacchi aerei. 

E sono 226 i bambini uccisi e 416 quelli feriti dall’inizio della guerra. Lo rende noto l’ufficio del Procuratore generale ucraino che aggiunge che 1.657 istituzioni educative sono state danneggiate a causa dei bombardamenti quotidiani da parte delle forze armate russe, 132 delle quali sono state completamente distrutte. 

Ucraina, negoziatore Kiev: “Trattative ferme, approccio Mosca sia più realista”

“Il negoziato tra Ucraina e Russia al momento è congelato. Probabilmente è necessario che questa seconda fase della guerra si esaurisca perché possa riprendere. I russi nell’Est stanno provando a metterci pressione: appena capiranno che non ci riescono, diventeranno più realisti. Lo scambio di prigionieri, i corridoi umanitari e il ritorno dei nostri cittadini portati in Russia, invece, sono attività che proseguono”. A dichiararlo, in un’intervista a ‘Repubblica’, è Mykhailo Podoliak, consigliere dell’ufficio di presidenza di Volodymyr Zelensky e capo della delegazione diplomatica ucraina al tavolo delle trattative. Sui tempi di una ripresa, precisa: “Può essere in qualsiasi momento. Basta che la Russia abbia un approccio più adeguato rispetto a cosa sta accadendo dal punto di vista militare e di politica internazionale”. E sulla reale volontà di Mosca di trattare: “I diplomatici intendono negoziare, ma si basano su una valutazione errata della situazione militare. Pretendono cose che non sono in linea con quanto sta avvenendo sul campo di battaglia”. 

Ucraina, Kim scrive a Putin: “Solidali con popolo russo contro minaccia forze ostili”

In un messaggio di auguri per il giorno della Vittoria, il leader nordcoreano Kim Jong-un ha espresso a Vladimir Putin la “salda solidarietà” della Corea del Nord alla Russia. Secondo quanto riporta l’agenzia Kcna, nella lettera inviata il 9 maggio Kim esprime il fermo sostegno “alla causa del popolo russo contro la minaccia politica e militare e il ricatto delle forze ostili”.  

Inoltre, il leader nordcoreano, che ha recentemente ribadito i suoi stretti legami con la Russia e pubblicamente appoggiato la sua invasione dell’Ucraina, si è detto “convinto che le relazioni strategiche e tradizionali di amicizia tra i due Paesi si svilupperanno in modo stabile”. Dopo l’avvio dell’invasione russa dell’Ucraina alla fine di febbraio, Kim ha indicato la causa del conflitto nella “politica egemonica” degli Stati Uniti e dell’Occidente. 

Adnkronos

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