Evacuati 100 civili dall’acciaieria

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Un primo gruppo di civili bloccati da settimane nell’impianto siderurgico di Mariupol è stato portato nel territorio controllato da Kiev. Intanto la Russia minaccia il sequestro dei beni delle aziende straniere e l’Onu lancia l’allarme per 4,5 milioni di tonnellate di grano bloccate nei porti ucraini.

Le Nazioni Unite in coordinamento con la Croce Rossa e le parti in conflitto sono riuscite ad evacuare un primo gruppo 100 di civili dall’acciaieria Azovstal di Mariupol, che poi hanno raggiunto il territorio controllato dal governo di Kiev.  Fonti locali ritengono che nell’impianto siano presenti ancora altri 500 civili e almeno 1000 combattenti ucraini, che tengono l’ultima area non controllata dai russi nella città portuale.

Nuovi bombardamenti nell’est

Nel frattempo prosegue l’offensiva di Mosca nell’est, tre civili sono stati uccisi e otto feriti in un bombardamento russo avvenuto nella regione di Kharkiv. Altri quattro civili sono morti, sempre per un bombardamento, nella regione di Donetsk. Sul fronte diplomatico si registra la visita a Kiev della speaker della Camera dei rappresentanti Usa, Nancy Pelosi, che ha incontrato il presidente ucraino Zelensky. Intanto Il presidente della Duma, Volodin, a Mosca propone la confisca di beni e delle azioni dei Paesi non amici in risposta a misure analoghe adottate dai Paesi occidentali contro la Russia.

Allarme per il grano ucraino

In un’intervista televisiva, il ministro degli esteri russo, Lavrov, ha fatto intendere che l’offensiva andrà oltre le data del 9 maggio e ha ribadito che l’obiettivo non è il rovesciamento dell’attuale governo ucraino. Infine, c’è l’allarme dell’Onu per le 4,5 milioni di tonnellate di grano ferme nei porti ucraini, un blocco che determina un’impennata dei prezzi dei generi alimentari in tutto il mondo.

Marco Guerra – Città del Vaticano

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