Riapre il teatro antico di Ercolano

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Viaggio nelle viscere della città antica

Un viaggio nel tempo tra i cunicoli settecenteschi del teatro antico, sulle tracce dei viaggiatori del Grand Tour che, alla luce delle fiaccole, hanno attraversato i pozzi e le gallerie scavate dagli ingegneri dell’esercito borbonico, per vivere un’autentica esperienza di esplorazione a tu per tu con la storia.
Accade a Ercolano dove, dopo la pausa forzata imposta dalla pandemia, ripartono le visite al percorso sotterraneo del Teatro all’interno del Parco Archeologico. Ogni sabato, fino a dicembre, con una pausa estiva nei mesi di luglio e agosto, i visitatori, armati di casco, torcia e mantellina, saranno protagonisti di un itinerario nelle viscere della terra, accompagnati dal personale del Parco nell’ambito di un progetto speciale finanziato con i proventi dei biglietti. Sei i turni di visita previsti per gruppi formati da non più di dieci persone per volta.

Dopo l’eruzione del 79 d.C., del Teatro antico del Parco Archeologico di Ercolano si era persa ogni traccia. Eppure la storia volle che fosse questo il primo monumento a essere scoperto nei siti vesuviani. Era il 1738 e un contadino di nome Ambrogio Nucerino, detto Enzechetta, intento a scavare un pozzo nella città di Resina mai avrebbe immaginato che quelle pietre nelle quali si era imbattuto lo avrebbero trasportato in pochi minuti nell’antica città sepolta.

Interno del Teatro antico di Ercolano | Foto: © Pier Paolo Metelli – Arte’m | Courtesy Parco Archeologico di Ercolano

Presto la notizia del ritrovamento dell’antico teatro di Ercolano arrivò al principe Emanuele Maurizio di Lorena, duca d’Elboeuf, che condusse gli scavi a sue spese per nove mesi. Nel 1738, il re Carlo III di Borbone diede avvio a un’intensa attività di scavo che segnò il punto di inizio dell’archeologia occidentale moderna.

Il teatro di Ercolano, il cui ventre torna adesso a spalancarsi a curiosi e appassionati, aveva una capienza di circa 2500 persone e fu realizzato all’epoca dell’imperatore Augusto. Questo edificio – uno dei pochi teatri antichi dei quali conosciamo non solo il nome del benefattore che ne finanziò la costruzione ma anche quello dell’architetto (Publio Numisio) – aveva la tipica forma del teatro romano con la cavea divisa in tre ordini, mentre il velarium assicurava agli spettatori un po’ di refrigerio nelle giornate assolate.
Grazie alle scale realizzate in età borbonica, gli ospiti moderni potranno adesso scendere a oltre venti metri sotto il materiale eruttivo e avventurarsi in un luogo suggestivo, dove sono ancora riconoscibili, oltre ai resti dell’antico edificio, i reperti e graffiti lasciati nei secoli dai viaggiatori del Grand Tour, accanto a piccole stalattiti.

Interno del Teatro antico di Ercolano | Foto: © Pier Paolo Metelli – Arte’m | Courtesy Parco Archeologico di Ercolano

“Il teatro – spiega Francesco Sirano, direttore del Parco archeologico di Ercolano – si trova in un’area nevralgica per la ricucitura tra le due Ercolano, l’antica e la moderna, dove abbiamo concentrato gli sforzi di rigenerazione urbana per realizzare nuovi spazi pubblici d’intensa con il Comune e con il Packard Humanities Institute. L’area del teatro è anche luogo privilegiato per accedere al famoso mercato di Resina e al centro storico di Ercolano. Anche così il Parco interpreta il suo ruolo sociale di catalizzatore”.

Legato a doppio filo alla storia della moderna Resina, oggi Ercolano, il Teatro antico fu utilizzato come rifugio durante la Seconda Guerra Mondiale, a lungo protagonista della storia e dei racconti dei suoi abitanti.

Le visite si svolgeranno il sabato alle 9, alle 10 (turno in lingua inglese) e proseguiranno alle 11, alle 14, alle 15 (turno in lingua inglese) e alle 16. I biglietti potranno essere acquistati sul sito di Ticketone o direttamente presso la biglietteria del Parco.

Veduta dell’antica Ercolano | Courtesy Parco Archeologico di Ercolano

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