Il Premio “Mario Rossani” 2022

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Il Consiglio della Fondazione “Albenzio-Patrino”, su impulso della Presidente onoraria Prof.ssa Antonia Padrino, ha deliberato l’attribuzione del Premio Nazionale Mario Rossani 2022, istituito in occasione del centenario della caduta del nobile combattente Medaglia d’oro al valor militare, alla memoria dell’Ambasciatore Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e dell’autista del Programma alimentare mondiale (World Food Programme) Mustapha Milambo, caduti sulla strada tra Goma e Rutshuru, nella regione del Nord Kivu (Congo) il 22 febbraio 2021.

Come si ricorderà, la “Fondazione Albenzio Patrino di cultura e cooperazione europea” in occasione del centenario della morte del Maggiore Mario Rossani, fulgida figura di eroe risorgimentale, nato a Cassano delle Murge e caduto, durante una delle sue tanti azioni coraggiose e generose, tra le montagne della Vallarsa, ricordato nella Strada degli Eroi, un percorso nel massiccio del Pasubio in cui sono annoverati i sedici Eroi italiani più importanti della Grande Guerra, decise di istituire un riconoscimento civico detto Premio Nazionale da attribuire a personalità che avessero onorato il Paese ed il territorio con azioni che erano nitide e riconoscibili nelle condotte di Mario Rossani: generosità, altruismo, coraggio, senso del dovere, onore alla Patria.

Il sacrificio dell’Ambasciatore Attanasio, insieme a quello del Carabiniere Iacovacci e dell’autista Milambo, in realtà presenta ancora alcuni aspetti da accertare sulla dinamica e sui moventi.

Quello che invece è certo è che questo giovane Ambasciatore, caduto con i suoi collaboratori, si è distinto nella sua carriera di servitore dello Stato come un funzionario brillante, caratterizzato da uno spirito motivante per tutti quelli che incontrava e da uno slancio unico nel mettersi a disposizione di chi era meno fortunato.

Attanasio aveva interpretato la funzione di diplomatico e di Rappresentante dell’Italia in Congo non come un’occasione per sé o per l’avanzamento personale ma come strumento di proiezione di una generosità che disseminava ovunque con singolare naturalezza unendola ad un’idea moderna di Patria da onorare – un’Italia che rende onore a se stessa compiendo azioni di pace e di fraterna solidarietà – ed all’idea di un servizio diplomatico meno paludato ed autoreferente e più da “operaio nella vigna del Signore” per dirla nei termini evangelici che il giovane Luca – come tanti ragazzi ed in fondo ragazzo lo era rimasto per davvero – aveva appreso durante la sua educazione negli oratori prim’ancora che nel suo excursus di studi.

E nondimeno, declinava questo suo entusiasmo e afflato partecipativo nella sua vita privata, finanche nelle scelte di famiglia, in un tutt’uno di sentimenti e di passione civile carburando i valori in cui credeva con le sue energie giovani e con la sua fiduciosa spontaneità. Il carabiniere Vittorio Iacovacci, caduto al seguito dell’Ambasciatore Luca Attanasio, ha confermato con il sacrificio della vita il senso di dedizione alla missione insito nell’Arma dei Carabinieri.

Un’Arma speciale, italiana e riconosciuta nel mondo intero proprio per l’umanità che caratterizza i suoi militari e che essi uniscono al coraggio ed alla preparazione professionale. Premiare Vittorio Iacovacci è anche ricordare, ancora una volta, il privilegio che abbiamo nel poterci vantare per un’Arma così speciale, preparata, rassicurante e umana: doti che però spesso hanno un prezzo da pagare anche se la perdita di questo Carabiniere è difficile da accettare per i suoi familiari, per i suoi colleghi, per tutti noi.

Con pari considerazione e rispetto ricordiamo Mustapha Milambo, uno dei tanti sconosciuti collaboratori che ogni giorno consentono di svolgere missioni internazionali umanitarie. Di lui sappiamo ancora poco, ma constatiamo che è caduto nell’adempimento del suo lavoro.

Era al seguito dell’Ambasciatore Attanasio, quando la tragedia e la morte ha sorpreso anche lui che, forse, con umiltà si considerava troppo piccolo per essere un obiettivo e che, come ogni giorno, sperava di poter continuare a lavorare per sé e per la sua famiglia.

Sulla vicenda di Luca Attanasio e dei suoi sfortunati compagni e collaboratori, caduti durante una missione umanitaria, permangono alcune ombre inerenti la dinamica dei fatti nonché, qualche imbarazzato silenzio da parte di chi deve invece aiutare a fare piena luce sui fatti. Speriamo che questo avvenga quanto prima: il primo degli onori da rendere a Luca, Vittorio e Mustapha è la verità, la trasparenza, la giustizia.

E le istituzioni italiane, così come quelle estere e delle agenzie ONU, non possono abdicare alla loro funzioni ed alla domanda di verità che martella ormai da oltre un anno.

Sono in corso i contatti con le famiglie dell’Ambasciatore e dei collaboratori, con l’Arma dei Carabinieri, con le autorità istituzionali territoriali, della Città Metropolitana e ministeriali, per l’organizzazione di un evento volto a ricordare Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo e, nel consegnare loro il Premio Nazionale Mario Rossani 2022 alla memoria, a chiedere piena luce in quei momenti drammatici e nei mesi che seguirono. Ascolteremo anche e soprattutto la voce dei familiari e di chi continua il lavoro di Luca in favore dei bambini di strada in tutto il mondo.

La Fondazione sta lavorando per la partecipazione ad un tale evento degli istituti scolastici del territorio, al fine di concorrere alla loro missione educativa ed a generare nelle allieve e negli allievi quelle spinte emotive valoriali, quei progetti di pace e fraternità e quel desiderio di verità che questa storia – questa bellissima ma tragica storia di vita – impone all’attenzione di tutti.

L’evento, compatibilmente con le agende istituzionali, è previsto per la metà di maggio.

Come ha detto la Prof.ssa Antonia Patrino, Presidente Onoraria della Fondazione, “il Premio a questi giovani servitori dello Stato illumina di speranza questo 25 aprile, triste e sanguinoso. Luca Attanasio, con l’aiuto dei suoi collaboratori, sulla sua strada invece delle bombe lanciava pace, cibo, prodigava aiuto, intelligenza ed un sorriso giovane che prometteva fraternità e futuro migliore. Il modo più bello per sventolare la bandiera italiana e per affermare i principi della Costituzione nata dalla Liberazione”.

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