TURI, Festa della Repubblica: “Una paziente opera di ricostruzione”

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Il messaggio del Vicesindaco Graziano Gigantelli

Per il secondo anno consecutivo, la Festa della Repubblica ha dovuto accontentarsi di una celebrazione “ristretta”, senza la partecipazione dei cittadini e delle scolaresche. Come da cerimoniale, il corteo delle autorità civili, militari e religiose ha percorso il consueto itinerario: da Palazzo di Città, sfilando lungo via Maggiore Orlandi, è approdato in Piazza Moro. Qui il Vicesindaco Graziano Gigantelli, dopo aver omaggiato la corona deposta ai piedi del Monumento ai Caduti, ha pronunciato un breve discorso per sugellare il 75esimo compleanno della nostra Repubblica.

«Oggi ricordiamo uno degli appuntamenti più importanti della nostra storia: 75 anni fa, il 2 giugno 1946, l’Italia sceglieva la Repubblica. Fu la scelta di tutto il popolo italiano, in quanto, per la prima volta, il diritto di voto fu esteso anche alle donne. Fu una scelta sofferta, che portava le ferite recenti della disastrosa guerra mondiale e di un regime totalitario che aveva annullato ogni libertà.

Da quella coraggiosa scelta, due anni dopo, nacque la nostra “Carta Costituzionale”, fondata sui principi di libertà, eguaglianza, rispetto e promozione della dignità della persona, del cittadino e del lavoratore. Un lungimirante faro che permise la nascita della democrazia e guidò la ricostruzione materiale e morale del Paese.

75 anni dopo, ci troviamo ad affrontare una nuova battaglia, differente ma non meno devastante. La pandemia ha segnato le nostre vite: ci ha costretto a cambiare abitudini, a rinunciare alle relazioni sociali e a fare i conti con la paura e con la perdita dei nostri cari.

Anche questa battaglia ha avuto i suoi “eroi”: gli operatori sanitari e le Forze dell’Ordine, la Protezione Civile, le associazioni del sociale, i parroci e i semplici cittadini. Ognuno si è impegnato per dare il proprio sostegno a chi era in difficoltà, riscoprendo quello “spirito di comunità” che ci ha consentito di superare a testa alta i momenti più bui.

L’emergenza sanitaria è presto diventata anche sociale ed economica, gettando nello sconforto imprenditori, liberi professionisti, lavoratori di ogni settore e tante famiglie. Numerosi sono stati e saranno gli aiuti da parte dell’Amministrazione, ma ancora di più dovranno essere quelli da parte dello Stato, per riuscire a risollevarci da questa crisi e ritornare a guardare con fiducia al futuro.

Fiducia e futuro. Queste sono le due parole chiave su cui oggi vi invito a riflettere. Dopo oltre un anno di sacrifici, iniziamo a vedere una via d’uscita da questa dura sfida. Ora occorre un ulteriore sforzo: dobbiamo iniziare una paziente opera di ricostruzione, proprio come 75 anni fa fecero le nostre madri e i nostri padri, ritrovandosi tra le mani le macerie di un Paese desideroso di rinascere. E il mio auspicio è che questo giorno, con l’enorme carico simbolico che porta con sé, segni l’inizio di questa nuova rinascita.

Raccogliere ed abbracciare in un unico sguardo scelta repubblicana e Costituzione ci permette di dare un senso più pieno a questa celebrazione, che non è e non si limita ad una commemorazione rituale. Il nostro compito oggi deve essere quello di proseguire lungo la strada tracciata dai padri costituenti e, nel nome della democrazia e della libertà, lavorare insieme per riaffermare il senso di una cittadinanza consapevole e attiva, pronta ad ascoltare la voce e i bisogni del singolo in una prospettiva collettiva. Viva la Repubblica, Viva l’Italia!».